Milano, 25 settembre 2025 – BearingPoint – multinazionale indipendente di consulenza strategica, manageriale e tecnologica – pubblica il nuovo report “Resilient and agentic organizations: How agentic AI is reshaping governance, talent, and enterprise architecture”. Lo studio evidenzia come solo il 7% delle organizzazioni abbia integrato pienamente l’AI a livello enterprise, sottolineando l’urgenza per i leader C-level di andare oltre i progetti pilota e incorporare l’AI nel cuore dei propri modelli operativi, preparandosi alla prossima frontiera: l’AI agentica.
A partire da un sondaggio globale che ha coinvolto 1.010 executive senior in vari settori e aree geografiche, tra cui l’Italia, oltre che dall’esperienza diretta di BearingPoint con i propri clienti, il report identifica i cambiamenti strutturali, culturali e di governance necessari per rendere operativa l’AI agentica su larga scala. Fornisce inoltre una roadmap per trasformare le aziende in imprese resilienti e adattive, in grado di prosperare in un mondo in cui gli agenti AI agiscono, prendono decisioni e collaborano in tempo reale.
L’AI è la nuova spina dorsale della competitività. L’AI Generativa può aver catalizzato i riflettori, ma il vero punto di svolta è l’AI agentica. Le aziende che ripensano e ricostruiscono i propri ‘target operating model’ attorno ad architetture agentiche non solo guadagneranno in efficienza, ma definiranno anche il ritmo dell’innovazione e della resilienza nei loro settori.
Claudio Brusatori, Partner & Practice Lead BearingPoint Italia
Lo studio rivela un divario crescente tra leader e ritardatari nell’adozione dell’AI, mentre le organizzazioni sono alle prese con numerose sfide, dalla scalabilità, al disallineamento della forza lavoro, alla lenta adozione delle architetture di AI agentica di nuova generazione.
*Framework di progettazione che consentono una collaborazione fluida tra agenti AI autonomi e dipendenti umani.
Sebbene l’efficienza resti il beneficio più immediato della scalabilità AI, la ricerca evidenzia un vantaggio competitivo più ampio per chi è disposto a riprogettare i propri modelli operativi attorno a sistemi agentici. Queste organizzazioni non si limitano ad automatizzare processi, ma creano nuove classi di flussi di lavoro e strutture decisionali potenziate dall’AI.
I dati sulla forza lavoro evidenziano la sfida duplice: gestire l’eccesso di capacità in ruoli legacy e affrontare al contempo le carenze di talenti critici per l’AI. I leader devono investire in reskilling e workforce planning con la stessa velocità con cui scalano la tecnologia AI. Senza questo allineamento, anche le strategie più ambiziose rischiano di arenarsi.
La governance emerge inoltre come fattore decisivo. Le organizzazioni che hanno successo con l’AI agentica sono quelle che integrano accountability e tracciabilità nei sistemi sin dall’inizio.
Fasi pilota e proof of concept non sono più sufficienti: serve un approccio più ampio e integrato. Per raggiungere scalabilità e impatto, le organizzazioni devono:
Questi elementi insieme costituiscono un blueprint per scalare la trasformazione AI a livello enterprise. Le aziende che integrano più rapidamente l’AI agentica nel proprio core operativo creeranno vantaggi strutturali difficili da replicare per i concorrenti. Chi invece rimane nella fase sperimentale rischia di perdere non solo efficienze di breve termine, ma anche la propria posizione di mercato in settori che si stanno rapidamente rimodellando o reinventando.
I vincitori dell’era agentica saranno coloro che agiranno con urgenza. Ogni mese perso è un mese in cui i concorrenti avanzano. Il divario di maturità si sta ampliando e le organizzazioni che aspettano non solo resteranno indietro in termini di efficienza, ma rischiano di perdere la capacità di essere leader in innovazione, resilienza e fiducia dei clienti.”
Piergiorgio Stano, Data, Analytics & AI Lead BearingPoint Italia
Informazioni sullo studio
I risultati si basano su un sondaggio globale condotto nell’agosto 2025 su 1.010 dirigenti senior, che ha coinvolto mercati chiave tra cui Germania, Francia, Regno Unito, Paesi nordici, l’Italia e altri Paesi europei, Stati Uniti e Cina. Gli intervistati rappresentano i principali settori industriali, tra cui servizi finanziari, automotive, retail, manifatturiero e tecnologico. Lo studio integra inoltre l’esperienza consulenziale di BearingPoint a supporto delle principali organizzazioni impegnate in programmi di trasformazione AI.